Domenica 17 Marzo | Carlo Pittara | Apertura dello Studio

Carlo Pittara

Apertura dello Studio

Jessica Carroll | Cannone Bianco – Elisir Bianco

 Ermelinda Caterina Tesio | Legàmi

 
Il Castello di Rivara | Museo d’Arte Contemporanea è orgoglioso di rendere nuovamente accessibili gli spazi del Castel Vecchio con il riordinamento della collezione permanente e la riapertura dello Studio di Carlo Pittara. A dialogare con esso e con la relativa documentazione fotografica saranno presenti due opere di Jessica Carroll – “Cannone Bianco” e “Elisir Bianco” – e un’opera di Ermelinda C. Tesio dal titolo “Legàmi”.

Siamo felici di custodire il luogo di lavoro del famoso pittore piemontese e di rappresentare simbolicamente una continuità con l’ispiratore e il mentore della cosiddetta Scuola di Rivara. La presenza dello Studio, una mostra documentaria e il soffitto affrescato con scene goliardiche, segnano un testimone che era rimasto inattivo per circa cent’anni. Se è vero che nel 1884, come sostengono il Carandini e il Bernardi, Rivara non fosse ormai “più che un ricordo”, e se è vero che un secolo dopo, appunto nel 1984, il Castello sarebbe ritornato ad assumere un ruolo importante di una grande stagione artistica, allora si può dire che con gli Ogliani prima e sotto la direzione di Franz Paludetto poi, il luogo abbia seguito una sua particolare vocazione di spettatore partecipe nel rapporto tra Arte e Paesaggio. 
Nel 1991, con la mostra chiamata proprio Paesaggi, per la prima volta le opere della scuola di Rivara ritornavano nei luoghi che un secolo prima le avevano generate. In più l’esposizione era rafforzata dall’interessante connubio con una serie di giovani e già importanti artisti contemporanei. Stiamo parlando di Stefano Arienti, Marco Mazzucconi, Amedeo Martegani, Luca Vitone, Paola Mattioli, ma anche di gente come Aldo Mondino o artisti stranieri come Candida Hofer, Carolin Lindig, e John Bowman. 
Il concetto chiave di un’operazione del genere oggi è l’emersione di un valore geografico e poi politico, un ponte ed un confronto tra paesaggi in epoche diverse. Il confronto del paesaggio con se stesso. Talvolta, con il passare del tempo, un paesaggio è talmente dissimile dalla propria tradizione da finire per somigliare a luoghi lontanissimi. 
Il Castello di Rivara si fa per questo motivo un monumento attivo di memorie che guardano al futuro.

Topolino, 2300 fumetti in mostra. Dal 9 Dicembre 2018 a Marzo 2019

In occasione dell’apertura del Centro di Documentazione Cartaceo e dell’ampliamento della Biblioteca, il Castello di Rivara augura a tutti Buon Natale e Buon Anno Nuovo con una mostra dal titolo ‘Topolino’. Ad attendere il visitatore ci saranno 2300 fumetti, disposti variamente, nella manica neobarocca del Castello Nuovo. La mostra, se concepita in un museo di Arte Contemporanea, stimola la curiosità e la fascinazione per un sistema di segni in chiaro. Il fumetto più famoso al mondo e la possibilità di potersi arrendere di fronte a ciò che è semplice, immediato.

Al di là della natura di ogni linguaggio e della pratica dell’arte visiva, infatti, vi è una sorta di perenne, indefinita battaglia tra mistero e decodifica, tra creazione dei contenuti e critica, insomma tra chi cerca nuove strade e chi media l’esistente, tra chi si lancia oltre la siepe e chi riporta tutto a casa.
L’indotto della decifrazione segnica e l’esposizione tout-court sono, a pensarci, l’impalcatura stessa del mondo dell’arte contemporanea.

Ma già se si parla di fumetti, e nello specifico quando si parla di Topolino, quella dialettica scompare a favore di una definizione che chiameremo, come già detto, in chiaro.  
Questa espressione, lungi dall’ignorare la complessità del lavoro, sta piuttosto a testimoniare uno dei più esaltanti aspetti dell’operazione: l’estasi dell’imparare, il godimento del ri-conoscere, il piacere e la curiosità dei perché multipli che si trasformano in risposte comprensibili, plausibili, chiarificate. Nel corso delle stagioni Topolino disegna un grande affresco e un’equilibrata combinazione di infanzia ed età adulta, attraverso l’uso di personaggi che, nel manifestarsi in rapporto tra di loro, propongono la visione di una sorta di gioco dell’educazione civica. Un’ode razionale fatta di regressioni allegre, controllate ed espresse nelle potenti ramificazioni del formato settimanale. Fulmineo ma prezioso, come il pensiero e il segno di questi artisti dell’immaginario sconosciuti ai più. 

Testo di Fabio Vito Lacertosa

orario
sabato e domenica 10-13 | 14-18
ultimo ingresso 17

Chiusura straordinaria

Si informano i visitatori che a causa dei disagi provocati dal maltempo dei giorni scorsi il Castello di Rivara | Museo d’Arte Contemporanea resterà CHIUSO nelle giornate di SABATO 3 e DOMENICA 4 novembre.
l’inaugurazione delle mostre previste per domenica 11 novembre è stata posticipata a data da destinarsi

CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO.

Lo Staff del Castello di Rivara

Domenico Falcone. Visitatori

APERTURA STAGIONE ESPOSITIVA 2018 | DOMENICO FALCONE | FEDERICA ARRA | GIORGIO CIAM

DOMENICO FALCONE – “lilith” FEDERICA ARRA – “fotografie” GIORGIO CIAM – “autoritratto 1976”

11.03. – 02.06.2018

opening: domenica 11 marzo dalle ore 11

L’undici marzo 2018 inaugura la nuova stagione espositiva del Castello di Rivara – Museo d’Arte Contemporanea, con le tre mostre di Domenico Falcone, Federica Arra e Giorgio Ciam. Dal 1985 al Castello di Rivara è in corso un lavoro di recupero e valorizzazione degli spazi destinati alle attività espositive e alla produzione artistica e culturale. Il confronto tra gli artisti che hanno vissuto in stretta relazione questo luogo ha contribuito a creare un fortunato clima di fermento, generando mostre di grande valore internazionale. Parallelamente il Centro di Documentazione del Castello di Rivara sta lavorando per ordinare e rendere disponibile l’Archivio Fotografico, il patrimonio editoriale e artistico raccolto in più di cinquant’anni di attività del gallerista Franz Paludetto. Passando in visita, partecipando all’allestimento delle mostre o trasferendo il proprio studio nelle aree del castello, gli artisti hanno lasciato la propria traccia con opere, biglietti, lettere, fotografie e storie rimaste nella memoria. Domenico Falcone è nato a San Severo (FG) nel 1961. Si trasferisce a Torino a otto anni. Attualmente vive e lavora a Bra. Al Castello di Rivara presenta, nella grande sala delle scuderie, una mostra dal titolo Lilith, una installazione in materiale industriale (tessuti, poliuretano, impregnante e coloranti all’acqua) con cui inscenare un contesto organico e disturbante del mondo popolare del secolo scorso. Il suo lavoro si arricchisce con una serie di dipinti che si inseriscono a metà tra il fiorire affollato dell’arcaico contadino, l’Art Brut e un senso di appartenenza alla macchina urbana e seriale del mondo operaio Torinese. Federica Arra è nata a Moncalieri nel 1990. Attualmente vive e lavora a Torino. Al Castello di Rivara presenta una serie di lavori fotografici realizzati tra il 2016 e il 2017 in Basilicata. La sua ricerca si pone nella pratica dell’osservazione e della registrazione di una serie di luoghi che si potrebbero definire ‘in pausa’. Luoghi che hanno un passato che ha lasciato tracce non così invadenti da diventare rovine compiute, ma non così esigue da non rappresentare una sorta di mitologia minore. Giorgio Ciam (1941-1996) – Autoritratto ’76. La mostra dedicata a Giorgio Ciam, oltre a potersi considerare un omaggio al performer, pittore, scultore e fotografo valdostano scomparso nel ’96, è anche una segnalazione pubblica della grande attualità del suo lavoro. Annullamento e ri-identificazione del sé, autoironia scientifica come mezzo di lavoro seriale, iconoclastia e allo stesso tempo amore incondizionato per l’arte. La mostra è parte di un grande progetto espositivo in progress del Centro di Documentazione del Castello di Rivara, che sta ponendo in luce a scadenza periodica il prezioso materiale dei suoi archivi e della sua biblioteca.

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